Il Fisco ha un’arma non convenzionale in più; imprese e lavoratori autonomi un ulteriore adempimento cui provvedere già dal 2010 .
Siamo in procinto di festeggiare i 150 anni dellʼUnità dʼItalia e subito si sono levati i cori di coloro che vorrebbero avversare tali festeggiamenti, quasi lʼUnità non fosse un motivo di orgoglio per tutto il Popolo Italiano.
Per fortuna, ancora una volta, ci ha pensato il Fisco a metterci tutti dʼaccordo e con le nuove emanazioni in tema di “redditometro” e “spesometro”, è riuscito a sollevare un intenso coro unanime di sdegno, protesta, ma soprattutto di estrema compattezza Nazionale, che ben si addice ad un momento storico così importante. Il Fisco, ancora una volta, incarna tutto ciò che con lʼUnità avremmo voluto cancellare, ovvero pretende di sottrarre ricchezza deliberatamente a chi la produce, per diluirla in un Debito Pubblico che – nel momento in cui scriviamo – ammonta ad Euro 1.880.257.661.227,00=; ovvero ad un debito procapite di Euro 31.222,00= (fonte del 03/03/2011 ore 9.30 Istituto Bruno Leoni e http://www.chicago-blog.it).





