Laura Milani

Laura Milani

Una delle principali ambizioni del design contemporaneo è certamente quella di risolvere problemi e non di crearne di nuovi per puro edonismo creativo, come spesso si teorizza.

Se è vero che molti dei progetti e dei prodotti di oggi incorporano una serie di valenze che talvolta spingono un oggetto a prendere le distanze dal bisogno reale per il quale è stato concepito – l’oggetto si trasforma in qualcosa di desiderabile di per se stesso – è altrettanto vero che ciò rappresenta solo uno dei lati della multisfaccettata personalità e potenzialità del design e dei designer.

Un noto studio di design torinese, Adriano Design – Davide e Gabriele Adriano, proprio in contrapposizione alla mistificazione del significato del termine “design”, ormai erroneamente e orribilmente usato dai più al pari di un orpello, ha pensato di pubblicare un Manifesto che parte da questa considerazione: “Il prodotto e le cose che l’uomo usa e consuma sono il mattoncino, la pietra d’angolo su cui è costruito il modello capitalistico dell’economia mondiale.

In un momento storico in cui il modello economico capitalistico è entrato in crisi forse bisognerebbe concentrarsi di più sui contenuti di tale mattoncino.”

Il Manifesto di Davide e Gabriele Adriano

  • Aboliamo le parole il cui Significato è stato snaturato, corrotto e trasformato: Innovazione, Design e Stile non vogliono più dire nulla e non rappresentano più niente e nessuno.
  • Troviamo nella Ricerca gli strumenti che ci permettono di dare ordine alle Incognite di cui cerchiamo la Soluzione.
  • Risolviamo un Problema con un Risultato tangibile e oggettivo.
  • Affermiamo che il Progetto è l’equazione che ci permette di arrivare al Prodotto.
  • Crediamo nel Progetto Etico: perseguire la strada dellʼEtica vuol dire progettare con Consapevolezza.
  • Confidiamo nellʼEstetica, nella Logica e nella Funzionalità.
  • Ricerchiamo lʼAffezione allʼoggetto in opposizione al rifiuto.
  • Sosteniamo la compatibilità ambientale attraverso i Comportamenti Virtuosi indotti dal prodotto.
  • Accettiamo la Responsabilità Sociale del nostro Mestiere.
  • Scegliamo il Futuro perché il presente è già passato.

 

Modulife

Modulife

Davide Adriano è coordinatore strategico del dipartimento di “Industrial design” dello dellʼIstituto dʼarte Applicata e Design IAAD, lʼIstituto di design torinese che rappresento da 10 anni. Grazie a professionisti come lui, al loro pensiero e impegno, alle discussioni costruttive e alla continua tensione al miglioramento, il design e la formazione mantengono un ruolo serio e responsabile nei limiti delle diverse e specifiche competenze.

Riprendendo il discorso dalla personalità e dalla potenzialità del design e dei designer, possiamo affermare che oggi più che in passato, la scelta di un oggetto o di un servizio è vincolata alla capacità che questo prodotto o questo servizio hanno di rassomigliarci, di riconoscerci, di stimolare la nostra sensibilità e suscitare in noi un’emozione.

La tendenza alla personalizzazione, allʼaffezione, diventano così caratteri importanti, ritrovabili prepotentemente nei prodotti o nei servizi cult che hanno segnato e che segnano la storia del design: basti pensare ai prodotti di Alessi, all’I Phone o allʼI Pad della Apple, alle crociere Costa…

Modulife

Modulife

In un moltiplicarsi di proposte, in un frammentarsi di riferimenti, di remake e pseudo-innovazioni, il designer ha la responsabilità di diventare interprete delle personalità e delle tendenze, mantenendo fede a uno spirito responsabile del proprio operato.

Proprio da questa premessa, partono i processi creativi che sottendono alla dimensione progettuale di ogni designer: design è progettazione.

Per chiarire come il significato di design competente, responsabile ed etico, possa trovare terreno fertile proprio dalla filosofia didattica di una scuola di design e dei relativi progetti di studio, Vi propongo un recente progetto realizzato per il Programma Housing della Compagnia di San Paolo – il progetto è stato coordinato da Massimo Giuntoli, Presidente di Torinoprogetti e coordinatore tecnico del dipartimento di “Interior and furniture design” dello IAAD.

Filrouge

Filrouge

Il progetto si intitola “New kit for new home” (http://www.iaad.it/n_it/scheda-Progetto.php?idPr=27) e risponde allʼesigenza di trovare un punto dʼincontro funzionale fra individui di età compresa fra i 18 e i 35 anni in cerca di appartamenti in affitto – prevalentemente studenti, lavoratori e studenti-lavoratori – e proprietari di case da affittare.

In sintesi, il progetto migliora qualitativamente lʼofferta soddisfacendo  entrambe le parti: appartamenti allestiti coerentemente con le esigenze degli affittuari e al giusto prezzo.

La premessa è che le modalità con le quali un individuo si rapporta alle persone e agli oggetti che lo circondano costituisca una rappresentazione di quelle particolari caratteristiche, peculiarità e sfumature che lo differenziano dagli altri: noi siamo le nostre scelte perché le nostre scelte parlano di noi.

Lʼaver deciso che per se stessi una qualsiasi cosa è migliore di unʼaltra rappresenta una proiezione creativa del proprio modo di essere, poiché lʼatto creativo è unʼespressione della soggettività e dellʼunicità dellʼindividuo.

Lʼipotesi che sta alla base del progetto “New Kit for New Home” è che il target di riferimento e le sue particolari esigenze co-abitative abbiano bisogno di unʼattenzione specifica e quindi di soluzioni appositamente studiate per un momento fondamentale come la vita dei giovani allʼinterno dellʼabitazione.

Lʼobiettivo è studiare le caratteristiche del target in questione per arrivare alla progettazione di un particolare furniture-kit, un sistema base di complementi dʼarredo modulare, polifunzionale, innovativo, eco compatibile, producibile a un prezzo contenuto, capace di rispondere contemporaneamente alle esigenze dei proprietari di casa e dei coabitanti
affittuari.

La sfida sta proprio nel concepire e progettare soluzioni di adeguate per un target emergente che conduce uno stile di vita diversificato, mantenendo un punto fermo: lo spazio abitativo come luogo dellʼindividuo e della sua libera espressione.

Il risultato: la cultura del design al servizio delle esigenze della società contemporanea.

Laura Milani
milani@iaad.it