
Ing. Franco Galvagno
Lʼ”Igloo” di Mario Merz é una scultura collocata allʼinterno di una grande vasca delle dimensioni di circa 82 metri di lunghezza e 19 metri di larghezza, con una capacità di circa 735 metri cubi, realizzata in Torino allʼincrocio fra i corsi Mediterraneo e Lione.
Assieme alle opere di altri artisti contemporanei, essa fa parte del progetto Arte Città, curato da Rudi Fuchs e da Cristina Mundici.

L'Igloo di Merz - Torino
La struttura é costituita da un anello di base realizzato con un tubo tondo diametro 219 mm, spessore 5 mm e dodici meridiani in tubo tondo diametro 114 mm, spessore 4 mm, che nascono dallʼ anello di base, al quale sono saldati. I meridiani convergono verso una calotta a base cilindrica diametro 500 mm circa, forata al centro e radialmente alla quale ogni meridiano, opportunamente chiuso allʼestremità superiore mediante una flangia stagna, forata e filettata, é fissato mediante bullonatura.
In corrispondenza dellʼintersezione dei meridiani con lʼanello di base, la struttura posa su una piastra in cemento armato appoggiata sul fondo della vasca tramite 12 cuscinetti in poliuretano armato speciale anti corrosione e anti vibrazione, al fine di non trasmettere alla struttura le vibrazioni causate dal passaggio dei treni nella sottostante galleria.

Igloo di Merz - Torino
Tutti i profili sono in acciaio inox AISI 304. Il peso della struttura è di circa 6.000 kg, compresi i supporti per il fissaggio delle lastre di porfido. Il peso del rivestimento in porfido è di circa 37.000 kg.
Il progetto iniziale prevedeva che tutti i tubi fossero comunicanti e che i meridiani fossero forati disordinatamente, secondo le disposizioni dellʼ artista, e dotati di speciali ugelli dai quali potessero fuoriuscire zampilli dʼ acqua, una volta riempito e messo in pressione il circuito interno.
Successivamente, lʼ artista abbandonò lʼidea di usare lʼ Igloo stesso come circuito, pensando alla realizzazione di una doppia serpentina in rame che avvolgesse la struttura dal basso allʼalto, corredata di una serie di ugelli artigianali, come piccole fontanelle in tubo di rame, in modo da irrorare questa o quella parte dellʼ igloo. Questa idea, tuttavia, non ebbe seguito e, a pochissimi giorni dallʼinaugurazione dellʼ opera, Mario Merz decise di creare un nuovo impianto idrico indipendente dallʼ igloo, sfruttando tutto lo spazio disponibile in vasca, da
cui si diramano 17 canne alte dai 4 a 7 metri, con anima in acciaio inossidabile e pelle esterna in tubo di rame trattato con protettivo trasparente, per mantenere nel tempo le caratteristiche cromatiche iniziali.
Di queste, le quattro di maggiore altezza spiccano dallʼinterno dellʼigloo. I supporti che sorreggono le grandi pietre erano stati previsti nel progetto originario secondo una tipologia totalmente diversa rispetto a quanto realizzato, e si sarebbero dovuti costruire in opera in modo artigianale, in funzione del posizionamento esatto di ogni lastra.
Evolvendo dallʼipotesi progettuale, con la collaborazione dellʼUfficio Tecnico della Stramandinoli Costruzioni Metalliche, è stata messa a punto una ganascia articolata che, sfruttando principi semplici di meccanica, grazie ad un particolare sistema di registri che ha permesso una rapida esecuzione dei lavori, ha consentito di posare in opera le lastre, alcune delle quali del peso di circa 1000 Kg, in qualsiasi posizione desiderata dallʼ artista e, soprattutto, nel momento in cui questʼultimo assumeva le sue decisioni in cantiere . In questo
modo, pur considerando i molti cambiamenti avvenuti in corso dʼopera, é stato possibile completare lʼ igloo, in soli 25 giorni lavorativi, terminando i lavori entro il tempo previsto per lʼ inaugurazione, con notevole anticipo rispetto agli impegni contrattuali previsti.
Franco Galvagno
Curatori:
dott. Rudi Fuchs,
dott. Maria Cristina Mundici
IGLOO di Mario Merz
Artista: Mario Merz, Torino/Milano
COMMITTENTE: Città di Torino
responsabile del procedimento:
ing. Amerigo Strozziero
PROGETTO e DIREZIONE LAVORI:
coordinamento architettonico:
arch. Pier Vincenzo Rinaldi, Cremona
strutture:
ing. Franco Galvagno, Rivoli (To)
IMPRESA ESECUTRICE:
Stramandinoli Nicola Costruzioni Metalliche
s.n.c., Orbassano (To)
IMPIANTO IDRAULICO:
CCP Blu, Torino
Si ringrazia per le foto gli archivi di ing. Fulvio Giani e Diego Beltramo

Ing. Franco Galvagno
PROGETTO ARTE-CITTA’





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