
Ing. Fulvio Giani
Il Titolo IV del D. Lgs. N. 81/2008 e le disposizioni integrative del D. Lgs. N. 106/2009 nel Capo I, in merito al campo di applicazione (art. 88), escludono le attività svolte in studi teatrali, cinematografici, televisivi o in altri luoghi in cui si effettuino riprese, purché tali attività non implichino l’allestimento di un cantiere temporaneo o mobile.

Palco montato con copertura a terra
Lʼattività, al di sopra del palcoscenico di una struttura teatrale, non è quindi regolata in Titolo IV, ma ricade nella valutazione del rischio, intesa in senso più generale, come trattata negli altri Titoli del Decreto. Eʼ considerata, pertanto, una normale attività produttiva, con tutte le deroghe che questa speciale attività comporta, quali la necessità di operare al di sotto di carichi sospesi e molto altro, che può essere, da solo, oggetto di trattazione specialistica e specifica.
In merito si faccia riferimento agli articoli e agli interventi del Sig. Bruno Scagliola, RSPP del Teatro Regio di Torino, che rimane il riferimento teorico e operativo importante, e molto copiato, per chi si occupa di sicurezza sul palcoscenico.
Diversamente accade quando lo spettacolo non è tenuto allʼinterno della struttura teatrale, vera e propria fabbrica in cui si produce lo spettacolo, ma è portato fuori in una struttura, che è temporaneamente costruita allʼuopo.
La realizzazione temporanea di tale struttura, e il suo successivo smontaggio, ricadono nel Titolo IV, in quanto vera e propria attività comprendente lavori edili e di ingegneria
civile, di costruzione e smantellamento di opere temporanee, in cui possono anche concorrere attività di montaggio e smontaggio di elementi prefabbricati.

Montatori e arrampicatori in quota
Nel momento in cui la costruzione del nuovo involucro temporaneo, e di tutti i suoi servizi di supporto, cessa, la sicurezza ritorna alla sua normale gestione di attività produttiva, con gli allestimenti sul palcoscenico e quanto altro prevede lo spettacolo, ma da quando le attività della struttura teatrale temporanea cessano e lʼinvolucro che le ha contenute deve essere rimosso, riparte il cantiere per le operazioni di smantellamento, ricadendo nel Titolo IV. Si tratta quindi di individuare il Committente, che altro non è che il soggetto per il quale viene realizzato lʼinvolucro in cui saranno allestiti gli spettacoli e, nel caso di opera pubblica, sarà il soggetto titolare del potere decisionale e di spesa, relativo alla gestione
dellʼappalto.
Questi può incaricare un responsabile dei lavori, per lʼespletamento di alcuni adempimenti, tra cui la nomina del coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la progettazione dellʼopera che, tra i vari obblighi dovrà redigere un piano di sicurezza e di coordinamento e predisporre un fascicolo adattato alle caratteristiche dellʼopera. In
fase di realizzazione del cantiere, sarà operativo un coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante lʼesecuzione che, tra i numerosi adempimenti, verificherà sul rispetto dei contenuti nel piano.
Andiamo ora ad esaminare alcuni aspetti della trattazione di un piano relativo ad un intervento di questo genere. Iniziamo a considerare in quale contesto il coordinatore
si trova a progettare la sicurezza, per la realizzazione dellʼapprestamento teatrale temporaneo, senza la presunzione di dare indicazioni esaustive, ma semplicemente segnalando alcune delle possibili circostanze in cui ci si trova da operare.
Quasi sempre ci si confronta con spazi che, fino a quel momento, erano di consueto accesso e percorribilità a terzi, quali piazze o parchi pubblici. In tali ambiti risulta necessario realizzare la struttura teatrale temporanea. Il progetto di tali apprestamenti riguarda, quasi sempre, gli interventi di montaggio del palcoscenico, spesso con copertura, della platea nei vari settori, della fossa dʼorchestra, delle torri regia e di illuminazione; il montaggio delle tensostrutture dellʼarea di servizio; il montaggio delle strutture degli impianti elettrici di alimentazione palcoscenico, platea, tribuna, area servizi, illuminazione percorsi del pubblico e il montaggio dellʼimpianto idrosanitario; il montaggio della recinzione di divisione
tra area pubblico e scena e relativo backstage; la installazione di monoblocchi per i servizi igienici, camerini, sale di servizio e altro.

Preparazione al montaggio copertura palco
La realizzazione di tutto questo interferisce con il contesto circostante, in quanto percorsi pedonali e veicolari, abitualmente utilizzati, risultano inglobati, in parte, nellʼarea di cantiere. Risulta quindi particolarmente importante, già nelle prime fasi, porre in atto una accurata attività di segnalazione e delimitare in maniera invalicabile gli spazi interessati, per
prevenire accessi indesiderati e il rischio di investimento. La recinzione degli spazi, oltre ad essere un preciso adempimento normativo, è attività di prevenzione per tutta la durata degli allestimenti, in quanto estranei possono incautamente avventurarsi nellʼarea di cantiere, durante le fasi di montaggio degli apprestamenti teatrali, esponendosi ai rischi tipici della fase in corso.
Particolare cura sarà inoltre posta nella previsione della emissione di rumore, o di altri agenti fisici, nei confronti del contesto circostante, con lʼintroduzione delle necessarie cautele per il contenimento e lʼabbattimento. In merito alla fase costruttiva, è bene evidenziare come, molto spesso, intervenga la necessità di montare strutture prefabbricate e pertanto risulta necessario acquisire un piano di lavoro, che descrive le operazioni che devono essere effettuate, le procedure di sicurezza da adottare nelle varie fasi di lavoro
e lʼesatta cronologia degli interventi.
Così sarà possibile individuare quando si presenteranno le fasi critiche di interferenza sia spaziale che temporale tra le varie fasi del montaggio. Bisogna ricordare che il tempo di esecuzione delle lavorazioni è sempre, estremamente, concentrato nel tempo e i soggetti, che concorrono alla realizzazione dellʼimpresa, sono molti e, molto spesso, si trovano a collaborare insieme per la prima volta, con evidenti problemi di comunicazione e di metodologia comportamentale condivisa. In merito alle opere di montaggio, solitamente, questi allestimenti sono realizzati con ponteggi di tipo multi direzionale che, per la loro versatilità e la ricchezza di pezzi speciali, ben si prestano alla progettazione e realizzazione di palcoscenici, pedane per il pubblico e torri di supporto allʼimpiantistica. I montatori, e i preposti che sovraintendono, hanno una particolare qualifica, ottenuta con corsi, come da Norma, di formazione e addestramento specifico.
Solitamente sono soggetti di grande professionalità e competenza, con una consuetudine professionale consolidata e dimostrata. Il coordinatore, che per la prima volta affronta un cantiere di questo tipo, immediatamente percepisce la differenza con i pontisti, che operano tradizionalmente in edilizia. In particolare la procedura di montaggio è del tutto diversa.
Innanzi tutto i lavoratori non operano su piano di lavoro, ma sul tubo e si dividono, tradizionalmente in montatori e arrampicatori. La esposizione al pericolo di cadute dallʼalto, vista la particolarità della struttura da realizzare, è prevenuta con dispositivi di trattenuta individuali, costituiti di imbracatura per il corpo (cosciali e bretelle) e di doppio sistema di collegamento a punto sicuro di ancoraggio (doppio cordino corto, con due connettori di dimensioni adeguate ad ancorarsi al tubo), in modo che, in corrispondenza di un nodo,
nelle fasi di sgancio, per ancoraggio a nuovo punto sicuro, almeno uno dei due dispositivi assicuri il lavoratore al precedente punto sicuro. Il lavoratore quindi non sarà mai sottoposto al rischio di caduta nel vuoto non trattenuto.
Il lavoratore dovrà sempre indossare casco di protezione, con sotto gola, per evitare, in tutte le fasi, di subire urti con il capo. In cantiere dovrà essere sempre presente il dispositivo
per il recupero del lavoratore in quota, se svenuto o colto da malore, e il personale presente, dovrà essere informato, formato e addestrato in merito alla procedura di salvataggio. Molti altri aspetti potrebbero essere trattati, per descrivere la attività di progetto ed esecuzione allʼinterno di un cantiere di allestimento di un involucro teatrale temporaneo e per questi ci riserviamo spazio in un nuovo intervento su questo giornale e su una pubblicazione specifica, che sarà posta in stampa in un prossimo futuro.
Fulvio Giani
studioing@gianifulvio.191.it





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