Arch. Massimo Giuntoli

Arch. Massimo Giuntoli

Diventa sempre più difficile veicolare il concetto di ergonomia come scienza interdisciplinare, qual è, fondamentale per qualsivoglia approccio progettuale e “conservativo”. 

L’approccio ergonomico alla progettazione e valutazione delle postazioni di lavoro contribuisce infatti al controllo ed al raggiungimento degli obiettivi lavorativi fissati per quella data postazione.

Ergonomia

Ergonomia

L’applicazione dei principi ergonomici da un lato promuove la salute e la sicurezza degli operatori ma, dall’altro, incide sulle prestazioni umane, sul livello di produttività della postazione e sulla soddisfazione professionale complessiva, con una conseguente diminuzione dell’assenteismo oltre che di incidenti e malattie professionali.

Malgrado i concetti sopra riportati la negligenza si eleva quando si parla di sicurezza nei luoghi di lavoro e questo risulta ancor più paradossale perché allʼinterno del Testo Unico ne troviamo specifico riferimento in tutti questi punti succintamente citati (anche se è con il dlgs 626/94 che lʼergonomia ha il primo riconoscimento ufficiale e viene inserita con forza nella legislazione italiana:

  • art. 15 D. Lgs. 81/2008: “il rispetto dei principi ergonomici nellʼorganizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e
    produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo”.
  • TITOLO III – USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE CAPO I – USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO
    Articolo 71 – Obblighi del datore di lavoro
  • CAPO II – USO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
    Articolo 76 – Requisiti dei DPI
  • TITOLO IV – CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI
    CAPO II – NORME PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO NELLE COSTRUZIONI E NEI LAVORI IN QUOTA
    SEZIONE II – DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE
    Articolo 111 – Obblighi del datore di lavoro nell’uso di attrezzature per lavori in quota
  • TITOLO VI – MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
    CAPO I – DISPOSIZIONI GENERALI
    Articolo 167 – Campo di applicazione
  • TITOLO VII – ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALI
    CAPO II – OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO, DEI DIRIGENTI E DEI PREPOSTI
    Articolo 174 – Obblighi del datore di lavoro
  • ALLEGATO XIII
    PRESCRIZIONI DI SICUREZZA E DI SALUTE PER LA LOGISTICA DI CANTIERE PRESCRIZIONI PER I SERVIZI IGIENICO-ASSISTENZIALI A DISPOSIZIONE DEI LAVORATORI NEI CANTIERI
  • ALLEGATO XXXIV
    VIDEOTERMINALI – REQUISITI MINIMI
    3. Interfaccia elaboratore/uomo

Senza dimenticare che anche la “nuova Direttiva Macchine” cita il concetto di ergonomia come da estratto sotto riportato:

“REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA E DI TUTELA DELLA SALUTE”
del D.Lgs.27 Gennaio 2010 n. 17”

1.1.6. Ergonomia
Nelle condizioni d’uso previste devono essere ridotti al minimo possibile il disagio, la fatica e le tensioni psichiche e fisiche (stress) dell’operatore, tenuto conto dei principi seguenti dell’ergonomia:

  • tener conto della variabilità delle dimensioni fisiche, della forza e della resistenza dell’operatore,
  • offrire lo spazio necessario per i movimenti delle parti del corpo dell’operatore,
  • evitare un ritmo di lavoro condizionato dalla macchina,
  • evitare un controllo che richiede una concentrazione prolungata,
  • adattare l’interfaccia uomo/macchina alle caratteristiche prevedibili
    dell’operatore.

Allo stesso modo alla voce “formazione” ai sensi dellʼart. 32 del d.lgs. 81/08 (e già precedentemente citato dalla Conferenza Stato regione del 26.01.2006) per divenire Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione occorre espletare il modulo C al cui interno (C3) risulta ben specificato lʼobbligo di conoscenza dei “rischi di natura ergonomica”.

Inoltre allʼinterno di un documento di valutazione dei rischi che è la “carta dʼidentità “ della sicurezza di un azienda raramente troviamo un approccio compiuto in merito; ci si limita a ricordarla alle solite argomentazioni quali la postazione del videoterminalista o quando si parla di movimentazione manuale dei carichi e/o da rischio la stress da lavoro correlato.

Eppure la corretta metodologia preliminare per conoscere un attività lavorativa risulta essere:

  • Lʼanalisi dellʼattività (scomporre in macro mansioni lʼoperatività del lʼutente per conoscere lʼinterazione del medesimo con il sistema)
  • Lʼanalisi del flusso (descrive la sequenza temporale degli eventi di
    un sistema)
  • Lʼanalisi decisionale (conoscere gli input e gli output conseguenti alle decisioni prese di volta in volta dallʼutente)
  • Lʼanalisi del compito (lʼelenco di tutte le operazioni che lʼutente vuole eseguire e di tutte le informazioni necessarie per raggiungere i vari obbiettivi)

A conseguimento dei dati ottenuti nella prima fase occorre mettere in atto lʼapplicazione di almeno n° 4 metodologie ergonomiche scegliendole tra la possibilità di ottenere dati qualitativi o quantitativi ed tra un impostazione
individuale ed una collettiva.
Tra le più diffuse: (rif. bibliografico – Ergolab)

MISURE DI PERFORMANCE

Tale metodo viene usato per ottenere delle misure quantitative riguardanti la prestazione degli utenti in interazione con un sistema. Lo sperimentatore ha il compito di:

  1. definire gli obiettivi, in termini di attributi di usabilità;
  2. bilanciare le varie componenti degli obiettivi;
  3. quantificare i problemi di usabilità attraverso misure del:

 - tempo di completamento del compito;
- numero di compiti completati per unità di tempo;
- rapporto tra successi e fallimenti;
- tempo di scoperta e di recupero dellʼerrore;
- numero di errori;
- numero di comandi mai usati;
- numero di caratteristiche del sistema memorizzate;
- frequenza di utilizzo di manuali o sistemi di aiuto.

INTERVISTE

Le interviste possono essere non strutturate o strutturate. Nella prima fase di valutazione è utile ricorrere a interviste non strutturate.

L’obiettivo è quello di raccogliere delle notizie generali sulle procedure adottate dall’utente e sulle sue aspettative circa il sistema.

Le interviste strutturate sono da preferire per un’analisi più approfondita, da svolgere quando si conoscono i possibili problemi che può rivelare il sistema.

Condurre unʼintervista non è facile e richiede una competenza specifica.

  • Registrare lʼintervista e non prendere appunti
  • Formulare le domande in termini neutri
  • Incoraggiare lʼutente a rispondere per esteso
  • Iniziare con argomenti semplici
  • Utilizzare termini che il soggetto può comprendere
  • Non esprimere le proprie opinioni sulle risposte
  • Utilizzare “probe” per ottenere più informazioni

Addition probe: “Non si fermi, vada avanti”

Reflecting probe: “Diceva che qua ha trovato un problema…”

Directing probe: “Perché?”

Defining probe: “Che cosa intendi con “era scomodo?”

FOCUS GROUPS

E’ una tecnica che colleziona dati utilizzando un certo numero di utenti (6-9) che discutono assieme dei problemi relativi al sistema. Un esperto copre il ruolo di moderatore, preparando la lista di problemi da discutere e cercando di guidare il discorso per ottenere il maggior numero di informazioni possibili.

Procedura:

  • Selezionare degli utenti rappresentativi
  • Scegliere un moderatore preparato
  • Preparare una lista dei problemi da discutere
  • Guidare la discussione senza impedire il “free flow”ʼ di idee e commenti
  • Assicurarsi che tutti gli utenti partecipino alla discussione
  • Utilizzare più focus groups
  • Utilizzare in alternativa delle video-conferenze o chat elettroniche
 
PLURALISTIC WALKTHROUGH
 
È un metodo di analisi di gruppo, in cui utenti, progettisti ed esperti di ergonomia si incontrano per discutere sul prodotto in questione.
 
È utile coinvolgere lʼutente, soprattutto nelle prime fasi di sviluppo, in quanto può sollevare dei problemi che i progettisti solitamente non si pongono (i progettisti non sono utenti).

Bisogna tenere in considerazione che questo tipo di analisi non consiste solamente nel chiedere agli utenti che cosa vogliono, poiché spesso non lo sanno o non sanno quali sono le alternative possibili.

È irragionevole aspettarsi da loro delle idee di sviluppo, in quanto gli utenti non sono dei progettisti. Eʼ possibile invece capire se un dato prodotto incontrerà o meno il loro favore o non sarà facilmente utilizzabile.

Pertanto questa succinta scaletta filologica dellʼapplicazione dellʼergonomia
vuole ricordare lʼimportanza della applicazione della medesima nella valutazione dei rischi dei luoghi di lavoro e non soltanto nella fase della progettazione.

Massimo Giuntoli
giuntoli@torinoprogetti.it